Piccoli momenti di sole e d’azzurro

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Dopo il repentino abbassamento delle temperature dei giorni scorsi (la primavera, si sa, è pazzerella) il fine settimana ha finalmente regalato giornate piene di sole e tepore. Ancora una volta, ci siamo goduti il bel tempo nella casa in collina.

Purtroppo non ho immagini del pranzo familiare di domenica (una bella grigliata di pesce per cui devo ringraziare il maritino), ma sono riuscita a fare qualche scatto ai preparativi della leggera merenda per due che ci siamo concessi nel pomeriggio, approfittando della temporanea scomparsa dei figli, alla disperata ricerca di una minima connessione internet che, come sapete, in collina è a dir poco precaria.

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Sole, alberi e cielo azzurrissimo hanno fatto da sfondo dal nostro starcene pigramente adagiati sulle sdraio sgranocchiando le ultime fragole e sorseggiando quella che la figlia ironicamente chiama “la bevanda da fescionblogger”, ovvero banalissima acqua fresca aromatizzata con fette di limone e foglie di menta.

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Le suddette “fescionblogger” a loro volta la chiamano “acqua detox”, cosa che a me fa molto ridere visto che l’acqua è detox di suo, e non è che aromatizzarla lievemente le aggiunga chissà quali super proprietà. Comunque. Diciamo che è un bere fresco e gradevole, e tanto ci basta.

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Il colore inteso del cielo e il clima quasi estivo mi avevano fatto venire così tanta voglia di mare che non ho potuto evitare di  preparare sui toni del blu. Niente di che, solo bicchieri e tovaglietta in tono, e coppetta in blue transferware – genere che sta ormai colonizzando anche la casa in collina – per le fragole.

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Un pomeriggio veramente gradevole, che ci ha dato la carica giusta per affrontare l’atteso – ma non per questo meno sgradito – peggioramento meteo di inizio settimana. E voi? Avete approfittato del bel tempo per regalarvi qualche momento speciale? Ve lo auguro di cuore!

 

Ricevere. Cielo, un celiaco a cena!

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Siamo nel bel mezzo della Settimana Nazionale della Celiachia, dedicata a iniziative di informazione e sensibilizzazione su questa intolleranza alimentare, purtroppo sempre più diffusa. Come sapete la questione tocca direttamente la mia famiglia: per questo ci tengo a dare il mio piccolo contributo alla causa, ovviamente parlando del come ricevere al meglio un ospite celiaco.

Il web pullula di blog che trattano di cucina senza glutine. Nessuno però, almeno che mi risulti, ha mai affrontato nello specifico il tema della tavola. Non che ci voglia chissà che competenza: ho notato però, parlando con le mie amiche, che alcune cose che davo per scontate in effetti non lo sono. Ecco quindi la mia piccola lista di consigli per apparecchiare e servire in modo veramente gluten free!

Iniziamo con una premessa. Come probabilmente saprete, non sono solo gli alimenti che contengono glutine ad essere pericolosi per un celiaco. Possono esserlo anche quelli che di per sé non lo conterrebbero, ma ne vengono contaminati in sede di preparazione, servizio o consumo. Basta davvero pochissimo: una briciola, un soffio di farina, e il guaio è fatto.

Ecco perché, quando si apparecchia per ospiti celiaci, tutti gli elementi dell’apparecchiatura devono essere tassativamente freschi di bucato. So che può sembrare un’assoluta ovvietà, ma alzi la mano chi non ha mai rimesso nella credenza piatti, posate, bicchieri o addirittura la tovaglia, se usciti intonsi da una cena. Bene, se nella cena in questione sono stati serviti pane, grissini o altri alimenti contenenti glutine, si crea un serio rischio di contaminazione che può mettere in difficoltà i commensali celiaci.

Bando quindi ai riciclaggi: tovaglia sempre fresca di lavatrice, mentre per piatti, bicchieri e posate sarà in ogni caso prudente un giro di risciacquo in lavastoviglie.

Tutti consigliano, in caso di ospiti celiaci, di programmare un menù interamente senza glutine, così da evitare domande imbarazzanti (“Questo lo posso mangiare? E quest’altro?”) e soprattutto acrobazie nel servizio. Se però così non fosse non dimentichiamo alcune fondamentali accortezze. In primo luogo, pane e grissini sotto controllo: predisporli già nei piattini individuali, calcolando una distanza di sicurezza tra i diversi posti tavola onde evitare che, spezzandoli, una pioggia di briciole colpisca l’ospite celiaco. Meglio ancora dei piattini sarebbero dei sacchettini di carta appositamente disposti a cestino, capaci di contenere eventuali “esplosioni” glutinose.

Oltre che nella preparazione, da eseguire con tutte le accortezze del caso (qui qualche utile consiglio), anche nel servizio si dovrà prestare attenzione: rigorosa suddivisione delle pietanze con e senza glutine, che non dovranno mai – e dico mai – venire a contatto. Posate di servizio distinte e distinguibili, per evitare che le si scambi inavvertitamente.

Capitolo dolci: sono assolutamente teorica del dolce unico e senza glutine, anche perché le possibilità sono davvero infinite. Se proprio non sappiamo come cavarcela, un bel gelato garantito gluten free con accompagnamento di frutta fresca concluderà degnamente qualunque cena.

Finiamo come si deve, cioè con il caffè. Anche qui tutto pulito, zucchero nuovo di sacchetto (quello che sta abitualmente sulla tavola della colazione potrebbe essere contaminato) e attenzione a ciò che si serve di accompagnamento. Verificare sulla confezione, o sul sito dell’AIC, che cioccolatini e liquori di contorno siano gluten free. Non sembra, ma il perfido glutine si nasconde nei luoghi più impensati…

Chi va e chi viene…

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Ebbene sì, Brocante folies! La guida, si avvia ormai alla conclusione. Mancano solo due post, e anche il mio manualetto non professionale all’English Transferware vintage si congederà dai suoi lettori. Sono davvero contenta di questo piccolo progetto, nato assolutamente per gioco e portato avanti con allegra incoscienza, e vi ringrazio tantissimo per il favore con cui l’avete accolto. Abbiate fede, e vedrete che presto lo ritroverete in una sezione dedicata del blog nella più volte richiesta versione pdf.

Tuttavia, visto che ormai mi sono affezionata a questo gioco dei post a puntate, ho deciso di continuare sulla stessa strada. Vi annuncio quindi con altrettanta gioia e ancora più incoscienza la mia intenzione di dare vita ad un nuovo piccolo progetto, che coniugherà storia, arte della tavola, cucina e passioni personali. So che ci sono già tanti blog che si occupano dell’argomento che ho scelto, per non parlare dei libri dedicati, ma il mondo è grande e il tema molto vasto, perciò credo sinceramente che ci sia posto per tutti. Prendetela per quel che sarà, i miei personali “two cents” sulla faccenda.

A presto quindi su questi schermi con Tea, anyone? piccola guida semiseria alla mia personale versione del rito britannico del tè pomeridiano.

Vi aspetto!

Brocante folies!, la guida. 18. I decori. Royal Staffordshire e Royal Crownford, “Charlotte”

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Abbiamo detto più volte che uno degli elementi tipici e distintivi del transferware è il bordo, che caratterizza i pattern prodotti dalle diverse manifatture anche quando i decori centrali appaiono pressoché identici.

Bene, ci sono decori per cui questo discorso proprio non vale, per il semplice motivo che il bordo, loro, non ce l’hanno. E’ il caso del Charlotte, decoro molto bello ed elegante di cui conosciamo non solo la data di nascita, gli anni Quaranta del Novecento, ma anche la creatrice: Clarice Cliff.

dal web

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Clarice Cliff, nata a Tunstall nel 1899, iniziò a lavorare alle “Potteries” ad appena 13 anni. Il suo talento come decoratrice non tardò ad emergere, e ne fece una delle artiste ceramiche più geniali e innovative del Novecento britannico. Eclettica e creativa, diede vita a teiere, tazze e piatti dalle forme inedite e originali, e ideò alcuni decori rimasti nella storia della ceramica inglese. Ecco uno dei più famosi, il “Bizarre”.

©Clarice Cliff Museum

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Il “Charlotte” è, all’opposto, un decoro dal gusto molto tradizionale. Ispirato a una serie di disegni ottocenteschi, raffigura dei vasi decorati, ciascuno recante una ricca composizione floreale.

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Clarice Cliff lo creò per la Royal Staffordshire Ceramics, che la ricorda orgogliosamente nella marca apposta sul retro dei pezzi.

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Il Charlotte fu prodotto in blu, rosso, viola, marrone e multicolor, con i fiori delicatamente dipinti a mano sulla base realizzata con la tecnica del transferware. Purtroppo quest’ultima variante non incontrò il favore del pubblico e fu ben presto abbandonata.

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In origine la colorazione più amata era il blu, anche in virtù della particolare sfumatura di colore prescelta. Per questo motivo i pezzi in questo colore sono i più numerosi, e di conseguenza i meno pregiati, all’opposto del viola e secondariamente del rosso, molto ricercati dai collezionisti e per questo maggiormente quotati.

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La Royal Staffordshire produsse con questo decoro soprattutto pezzi basici per la tavola. A mettere in produzione articoli più particolari e ricercati furono invece altre manifatture, come la Royal Crowford, che pure proposero la loro personale variante di questo decoro.

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Decorare. All’aperto, finalmente…

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E finalmente è tornata la stagione delle cene all’aperto. Non so quanto durerà, visto quant’è capricciosa la primavera, ma questo fine settimana il sole splendeva, la temperatura era quasi estiva e perciò non ce lo siamo fatti dire due volte: in collina, in collina!

Siamo saliti sabato pomeriggio, con calma, prendendoci anche il lusso di qualche sosta a scopo floreale. Sapete quanto io ami i fiori, e di come ci tenga ad averne sempre di freschi in casa e sulla tavola. Con mia immensa gioia su in collina, anche se non abbiamo un vero giardino, nella bella stagione basta allungare una mano per creare composizioni semplici ma bellissime.

Tanto per fare un esempio, la settimana scorsa eravamo stati accolti dalla spettacolare fioritura del melo, che personalmente amo ancora di più di quella del ciliegio.

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Purtroppo la fioritura del melo è effimera, e sapevo che già questa settimana non ne avrei più trovato traccia. In compenso sulla strada che porta in collina ci è apparso in tutto il suo fulgore il maggiociondolo: ho fatto incetta dei suoi fiori gialli senza il minimo pudore! Una volta a destinazione, ho recuperato qualche nontiscordardime, e unendo i tulipani bianchi che avevo portato con me ho messo assieme una semplice composizione a base gialla con tocchi di bianco e di azzurro, perfetta per dare il tocco che volevo alla nostra tavola della cena, la prima all’aperto della stagione.

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Come apparecchiatura, niente di che: runner color ecrù, piatti bianchi, tovaglioli floreali ma di carta, ché in campagna si va per rilassarsi, e qualche licenza in più ce la concediamo senza problemi.

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La tavola inondata di sole e affacciata sulla valle ormai completamente rinverdita era una meraviglia. La foto non rende completamente l’idea, ma vi assicuro che sedersi è stato veramente piacevole.

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Piccolo tocco decorativo extra, due lanterne di vetro blu, bellissime alla luce del sole…

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…e perfette per prolungare l’atmosfera anche dopo il tramonto.

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Non ce le siamo godute troppo a lungo perché l’aria si è raffreddata rapidamente, ma è stato comunque sufficiente per farci assaporare un bellissimo anticipo d’estate.

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