Verso Pasqua. Di alberi, ricami, conigli, vecchie e nuove tradizioni

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©acasadibianca

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A una settimana esatta dalla Pasqua, era tempo di dare alla casa qualche tocco di festa.

Ecco quindi che, dopo un sabato piuttosto impegnativo passato a riaprire la casa in collina, chiusa da novembre e ormai davvero impraticabile, la domenica delle Palme è stata decisamente più tranquilla e dedicata (anche) a vestire di simboli pasquali la casa di città.

Il punto forte della decorazione, posto come sempre al centro della sala, è l’albero pasquale, quest’anno un po’ più leggero del solito.

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Per proteggere il tavolo, al posto del solito runner ho scelto una tovaglietta vintage ricamata a tema, recente acquisto ad un mercatino. Trovo si sposi molto bene con questi deliziosi cestini floreali, perfetti per accogliere un tocco di dolcezza.

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Dolcezza anche per il solito segno di benvenuto all’ingresso, dove una formina da budino in vetro presa da Chiara e trasformata per l’occasione in porta caramelle se ne sta adagiata, in buona compagnia, su un altro centrino vintage ricamato.

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Anche la credenza si è vestita di primavera. Il tema conduttore del suo decoro sono i fiori di pesco, declinati in diverse varianti. Il tocco pasquale è dato dai coniglietti, che per me sono – dopo l’uovo – il principale simbolo di questa festa.

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Per finire, la camera. Per decorarla ho scelto un albero di Pasqua in versione mignon, che abitualmente non facevo. E’ un esperimento che mi sembra ben riuscito, quindi credo che diventerà una nuova tradizione.

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Come avrete notato, il tono predominante è, anche quest’anno, il rosa. Per la tavola, però, potrebbero esserci delle sorprese. Qui a fianco eccovi un piccolo indizio.

E voi, avete già deciso di che colore sarà la vostra Pasqua?

Recensioni. Erin, o dell’arcobaleno in cucina

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©eringleeson

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Ci sono acquisti meditati e altri che nascono d’impulso, praticamente la versione shopping del colpo di fulmine. Ecco, tra me e il libro di cui vi parlo è successo esattamente questo: amore a prima vista! Ero entrata in libreria aspettando che aprisse la vicina farmacia (accidenti a me che non ricordo mai il suo orario bizzarro), stavo curiosando senza scopo quando mi è caduto lo sguardo su una copertina che era un’autentica sinfonia di colori, e che mi ha fatto brillare gli occhi di meraviglia. Sono rimasta letteralmente incantata. Sapete quanto io sia diffidente verso i libri di cucina, ma qui non ho avuto dubbi: senza nemmeno sfogliarlo (era sigillato nel cellophane) l’ho preso al volo e l’ho portato a casa. Si chiama “Naturalmente goloso. Semplici ricette vegetariane dalla mia casa nel bosco”, l’autrice è l‘artista, fotografa e food blogger americana Erin Gleeson (qui il suo blog) e lo pubblica Nomos Edizioni. Sono 240 pagine di ricette meravigliosamente illustrate, per un prezzo di copertina di € 19,90.

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Dire che ne sono rimasta entusiasta è dire poco. Come sapete, non sono vegetariana ma sono da sempre convinta che la salute passi da un consumo vario e consapevole di tutti i diversi alimenti. Rifuggo da ogni estremismo e dalle mode alimentari, specie quelle che fanno coincidere il salutismo con l’utilizzo di ingredienti assurdi e/o esotici, di cui si vagheggiano miracolose proprietà nutrizionali. Ecco, Erin mi piace perché non fa questo, ma propone un modo fresco e invitante di cucinare vegetariano, grazie a ricette semplici a base di ingredienti mediamente normali e valorizzate da presentazioni davvero belle.

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Il suo è uno stile di cucina capace di incuriosire anche il più irriducibile dei carnivori.

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I suoi piatti, semplici e davvero alla portata di tutti, sono autentiche opere d’arte, dove l’armonia dei sapori si sposa ad un uso sapiente del colore.

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Valore aggiunto, almeno per me, il fatto che il libro dedichi anche parecchio spazio a cocktail e aperitivi.

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Se proprio devo muovere un appunto, ma è una questione di gusto personale, trovo leggermente eccessiva la presenza di latticini nelle ricette: il formaggio c’è quasi ovunque, e per chi – come me – non lo ama particolarmente, è in effetti una presenza un po’ ingombrante.

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Per la cronaca, Erin sta adesso lavorando a due nuovi progetti editoriali, un libro di ricette per bambini ed un altro sul ricevere. Indovinate un po’ chi li aspetta con impazienza?

Decorare. Giallo primavera

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L’avevate mai notato? I primi fiori che sbocciano all’arrivo della primavera sono prevalentemente gialli.

Calicanthus, primule selvatiche, ginestre, giunchiglie, narcisi e mimose, per tacere di quanto di spontaneo spunta tra prati e boschi, lo raccontano all’unisono: è proprio il giallo il colore della natura che si risveglia.

Secondo gli esperti, questo accade per aiutare api e altri insetti, appena risvegliati dal letargo e ancora un po’ intontiti dalle temperature altalenanti, ad individuare i nuovi fiori e quindi a iniziare il loro operoso – e vitale – lavoro di impollinatori.

Non so voi, ma io ho un rapporto ambivalente con il giallo. E’ un colore che amo moltissimo, specie nelle sue sfumature più tenui, che indosso volentieri e che uso spesso anche per accessori da scrivania per i quali di solito si scelgono toni più sobri. Ciò nonostante, lo utilizzo pochissimo per la decorazione della casa. Fatta eccezione per un paio di volte, non è mai stato il mio colore della Pasqua (forse lo ricorderete: ogni anno scelgo un colore per questo periodo dell’anno e lo uso come filo conduttore delle decorazioni di casa e tavola), non ho nessun servizio nei suoi toni né tantomeno tessili o anche solo oggetti decorativi.

Eppure il giallo, in questo periodo dell’anno, può rendere la casa bellissima: le dà quel tocco di calore e dolcezza assieme che pochi altri colori riescono a combinare. Ecco quindi che tra i buoni propositi per il futuro c’è anche quello di dare a questa tinta una possibilità in più, magari senza farne un tono dominante (non farebbe per me, già lo so) ma semplicemente inserendolo in altri contesti bisognosi di un po’ più di luce. Per adesso ho iniziato a studiare: su questa pagina trovate i primi risultati delle mie ricerche di ispirazione. Se qualche amante del giallo ha ulteriori suggerimenti, saranno come sempre i benvenuti.

Recensioni. Leggere di cucina

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Come ho già raccontato molte volte, non sono una grande acquirente di libri di cucina. Salvo rare eccezioni, difficilmente ne trovo che mi appassionino in toto: più spesso finisce che mi piacciono solo alcune ricette, e quindi la maggior parte delle volte non valgono i soldi spesi. Finisce quindi che la mia ricerca di nuove idee e sapori si concentra in rete o in edicola: per un qualche misterioso motivo, trovo infatti molto più stimolante acquistare di tanto in tanto qualche rivista a tema.

Normalmente mi fermo ai grandi classici del settore, preferendo “La Cucina Italiana” e “Sale & Pepe”; ultimamente, però, ho scoperto due nuove riviste che mi sono piaciute parecchio. A scanso di equivoci: nessuno mi ha chiesto di recensirle, né tantomeno me ne viene qualcosa in cambio. Mi sembrano solo novità interessanti da condividere.

La prima, incredibile ma vero, è anche gratuita. Si trova infatti in libera distribuzione alle casse dell’Esselunga, che la pubblica come rivista aziendale. Il titolo, “Da noi”, non è felicissimo, ma pazienza: per essere un magazine pubblicitario è decisamente di alto livello, senza niente da invidiare a quel che si trova in edicola. Certo, non mancano le pagine che reclamizzano il supermercato e i suoi prodotti, ma sono decisamente sopportabili perché intercalate da foto veramente belle, ambientazioni curate e ricette interessanti. Valore aggiunto, non trascura nessuno: ci sono sezioni dedicate a cucina etnica, vegetariana, vegana e persino senza glutine. Ecco qualche immagine dai primi due numeri, rispettivamente di febbraio e marzo.

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E a proposito di cucina senza glutine: saluto con grande gioia la nascita di “Free”, la prima rivista di cucina dedicata esclusivamente al gluten free. In edicola dal mese di marzo, copre una fetta di mercato solo parzialmente soddisfatta dalle riviste di settore, alle quali va comunque riconosciuta un’attenzione crescente alle esigenze di chi soffre di celiachia. Le premesse sono davvero buone: buona qualità editoriale, belle foto, ricette interessanti e fattibili. Che dire: bravi, avanti così.

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Ora il bello sarebbe anche riuscire a sperimentarle, queste ricette: sono mesi che non riesco a organizzare né pranzi né cene degne di questo nome, e anche per la tavola di casa – se escludiamo rare eccezioni – mi limito a poco più della sopravvivenza. D’altronde la stanchezza dei mesi passati inizia a farsi sentire, il lavoro non dà tregua e la mia cucina ne risente di brutto. Spero che la primavera porti più tempo ed energie. Nel frattempo, leggo e sogno…

Decorare. Profumi & balocchi

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Giornate bellissime, meteorologicamente parlando, questa settimana. Sole e un caldino che mi ha fatto finalmente accantonare l’abbigliamento strettamente invernale in favore di tessuti più leggeri e colorati.

Come sempre, l’approssimarsi del cambio di stagione mi fa venire voglia di rivoluzionare la casa. In attesa del fine settimana, quando spero avrò il tempo (e la voglia) di rimettere mano alla decorazione in modo più radicale, mi sto dedicando a piccoli tocchi qua e là. In camera sono spariti i copripiumini dai colori più invernali, in cucina strofinacci e presine hanno preso toni più allegri e decori primaverili. In generale, in tutta la casa il bianco sta lasciando sempre più il posto al colore.

In contemporanea, è cambiato il registro dei profumi, che dai toni agrumati di fine inverno virano sempre più verso note floreali. In camera la mia fedele candelina americana ha ora una delicata fragranza di rosa, mentre a profumare la sala ci pensano i giacinti, la cui fioritura è letteralmente esplosa negli ultimi giorni. Ne ho radunati un bel numero in un’inedita dimora, la mia zuppiera (ovviamente ben rivestita al suo interno: va bene che poi si lava, però…), con un risultato che davvero ha poco da invidiare ad una vera aiuola fiorita: mi sono divertita a combinare tanti colori diversi, che dessero proprio l’idea del giardino. Il loro profumo regala un bellissimo benvenuto, quando si rientra a casa.

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Anche nel resto della casa le profumazioni si sono addolcite. Dopo lunghi studi sul catalogo della nota erboristeria lodigiana, ho deciso: in bagno, peonia per l’ambiente e rosa per la doccia della sera. La mattina uso invece un bagnoschiuma neutro, per evitare spiacevoli sovrapposizioni con il profumo personale.

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Anche in questo senso la mia scelta è stagionale. Non amo cambiare fragranza troppo spesso, mi piace diventi parte di me, perciò anche qui vado a periodi: da qualche settimana, dopo mesi di amore esclusivo per questo profumo, mi sono innamorata della fragranza che vedete qui sopra, non recentissima ma a mio parere spettacolare, ben più della sua “sorella” più giovane. E del resto, non era Mademoiselle Coco a dire che “l’eleganza non consiste nell’indossare un vestito nuovo”? Diciamo che vale anche per i profumi, dai…

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